L’analisi del sistema salute in Italia della conferenza delle regioni: necessaria una riforma

Paolo Esposito, Presidente dell’OFI NA-AV-BN-CE: “Riforma indispensabile, perché la crisi del Servizio Sanitario Nazionale mette in discussione il riconoscimento del pieno diritto alla salute, alla prevenzione e alle cure del popolo italiano.

Pubblicato il:
5 Maggio 2025

L’analisi del sistema salute in Italia della conferenza delle regioni: necessaria una riforma

Se gli anni della pandemia da Covid-19 hanno evidenziato i limiti del sistema sanitario ospedalo-centrico e la necessità di dovere  rafforzare quanto è più possibile la sanità territoriale sino a far si che in futuro le case dei cittadini diventino sempre più luogo di cura, nel post pandemia ci siamo ritrovati dinanzi ad una crisi del sistema sanitario nazionale senza precedenti, con una preoccupante e sempre maggiore carenza di personale sanitario e lunghissime liste d’attesa con cui quotidianamente sono costretti a fare i conti milioni di italiani che necessitano di visite ed esami specialistici, solo per citare due delle tante problematiche che attualmente attanagliano la nostra sanità.

E a tal proposito, in questi giorni la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha diffuso un documento dal titolo: “Garantire il futuro del Servizio Sanitario Nazionale: Strategia delle Regioni e delle Province Autonome per il rilancio del personale del servizio sanitario nazionale”. Un titolo che da un lato sintetizza le ragioni che sono alla base della crisi del sistema sanitario e dall’altro evidenzia la necessità di trovare soluzioni per rilanciare il personale sanitario la cui carenza sta mettendo in ginocchio l’intero sistema.

Carenza di personale sanitario prodotto sia dal fenomeno delle grandi dimissioni determinate dalla percezione di un peggioramento delle condizioni di lavoro, soprattutto dopo la pandemia, che dai fenomeni migratori, cresciuti nel post Covid per i medici del 32% e per gli infermieri del 36% e che, seppur con percentuali minori, purtroppo riguarda tutte le altre professioni sanitarie compreso quella dei fisioterapisti.

“La carenza strutturale di infermieri, medici specialisti e professionisti sanitari già evidente prima della pandemia – si legge tra l’altro nel documento redatto dalle Regioni – si è acutizzata negli ultimi anni per effetto dell’invecchiamento della forza lavoro, della crescente complessità della domanda di salute, della ridotta attrattività delle professioni sanitarie e di un contesto formativo e contrattuale frammentato e spesso inadeguato.”

Un documento, quello delle Regioni, che avanza azioni mirate per l’attrattività e la retention del personale sanitario e che contempla l’adeguamento dei livelli salariali, la revisione delle procedure concorsuali e che sottolinea la necessità di riordinare le professioni sanitarie per superare la frammentazione dei profili e promuovere modelli organizzativi più flessibili e multidisciplinari, oltre a richiamare l’urgenza di accelerare la trasformazione digitale del SSN, valorizzando la tecnologia come leva per migliorare l’efficienza, ridurre il carico burocratico e supportare l’operatività clinica.

“La crisi del Servizio Sanitario Nazionale che purtroppo viene avanti da anni – ha affermato Paolo Esposito, Presidente dell’Ordine Interprovinciale dei Fisioterapisti di Napoli, Avellino, Benevento e Caserta – mette in discussione il riconoscimento del pieno diritto alla salute, alla prevenzione e alle cure del popolo italiano.

È necessario arginare sin da subito la carenza del personale sanitario mettendo innanzitutto immediatamente un freno all’emigrazione verso i paesi esteri dei nostri professionisti. E questo lo si può fare solo creando in Italia condizioni di lavoro e di retribuzione dignitose e degne del lavoro che svolgono i professionisti della sanità e che in assenza scelgono di emigrare.

Per rilanciare e riformare il Servizio Sanitario Nazionale – ha concluso Esposito – occorre il coinvolgimento diretto di tutte le professioni e l’investimento nella sanità pubblica delle necessarie risorse economiche”.

Ultimo aggiornamento

5 Maggio 2025, 15:39