Evoluzione del Fisioterapista nella Terapia Manuale: esperti a confronto a Benevento

Al centro del dibattito del convegno c’è stata l'evoluzione della figura del fisioterapista come clinico capace di guidare il paziente attraverso un percorso di cura personalizzato e basato sulle prove scientifiche.

Pubblicato il:
22 Giugno 2026

Evoluzione del Fisioterapista nella Terapia Manuale: esperti a confronto a Benevento

A Benevento si è tenuta un’intensa due giorni di formazione e confronto sull’evoluzione del fisioterapista nella terapia manuale.

​Organizzato dall’Ordine Interprovinciale di Napoli, Avellino, Benevento e Caserta presieduto da Paolo Esposito, l’evento ha riunito professionisti ed esperti del settore per fare il punto su una professione in continua evoluzione.

Nel suo intervento ​il Presidente Paolo Esposito ha sottolineato l’importanza della continua formazione per i Fisioterapisti ed è per questo motivo che l’Ordine sin dalla sua istituzione ha già organizzato tantissimi corsi ECM in tutte le province di competenza.

Molto sentito tra i presenti, è stato il passaggio dell’intervento che Esposito ha dedicato alla piaga dell’abusivismo professionale in quanto la fisioterapia in campo sanitario è da sempre una delle professioni più abusate.

“Si tratta di un fenomeno – ha affermato Esposito – che in Italia ed in Campania si sta ulteriormente contrastando proprio da quando sono stati istituiti la FNOFI e gli Ordini territoriali. E’ una piaga sanitaria e sociale che deve essere debellata quanto prima perché ne va di mezzo la salute e persino la vita dei cittadini.”

La terapia manuale, è bene sottolinearlo, non ripara strutture, ma parla al sistema nervoso del paziente.

Il tocco della mano è un input sensoriale capace di trasformare l’esperienza del dolore, agendo direttamente sulle aspettative e sulla percezione del paziente, ben oltre la semplice meccanica.

​Al centro del dibattito del convegno c’è stata l’evoluzione della figura del fisioterapista come clinico capace di guidare il paziente attraverso un percorso di cura personalizzato e basato sulle prove scientifiche.

​Uno dei momenti chiave dell’evento è stato l’intervento del dott. Raffaele Polcaro, incentrato sul ruolo cruciale del fisioterapista nell’interpretazione del dolore attraverso la lente del modello biopsicosociale.

​Polcaro ha evidenziato come il dolore non sia solo la semplice risultante di un danno tissutale periferico, ma un’esperienza complessa in cui i fattori biologici si intrecciano inevitabilmente con la sfera psicologica ed emotiva del paziente, oltre che con il suo contesto sociale.

“Questo incontro – ha sottolineato il dott. Polcaro – è stato molto importante perché noi fisioterapisti ci relazioniamo quotidianamente  con il dolore e quindi è fondamentale conoscere quali sono i principi della nostra manualità, quindi del tocco, gli effetti neurofisiologici, oltre che quelli biomeccanici che andiamo ad apportare nei pazienti. Inoltre è stato molto costruttivo conoscere colleghi che sono giunti da diverse province della Campania e potersi confrontare su questo argomento molto importante per la nostra professione.”

Di particolare interesse scientifico è stato il contributo offerto dai relatori delle sessioni pratiche, in particolare la dott.ssa Roberta La Marca, ha ribadito l’importanza dello screening for referral (il processo di valutazione volto a identificare potenziali patologie di non stretta competenza fisioterapica, le cosiddette red flags) e presentato un focus dettagliato sulla gestione del gomito rigido.

“Sono molto contenta – ha affermato la dott.sa La Marca – di aver partecipato a queste giornate di formazione con una relazione che ha riguardato l’importanza dello screening for referral in pazienti con dolore e disfunzione all’arto superiore.Questo perché sempre più spesso rappresentiamo il primo contatto sanitario con il paziente e quindi è nostro dovere e responsabilità saper riconoscere ed individuare tutti quei sintomi che non sono riconducibili a patologia muscoloscheletrica ma a patologia potenzialmente più grave o che comunque potrebbero richiedere un ulteriore approfondimento medico.”

Lorenzo Zoino, moderatore dell’evento, ha affermato che durante il corso di formazione sono stati anche sfatati falsi miti.

“Abbiamo visto – ha dichiarato il dott. Zoino – anche quali sono le tutele legali da parte del professionista, soprattutto da parte del paziente, quando poter applicare la terapia manuale e quando non poterla applicare. Abbiamo sfatato falsi miti e visto clinicamente, quindi con casi pratici, come applicare la terapia manuale in contesti come un distretto lombare, nel distretto cervicale o negli arti superiori o inferiori.”

A fare gli onori di casa c’era Maddalena Garofano, Consigliere dell’Ordine dei Fisioterapisti di Napoli, Avellino, Benevento e Caserta.

“Un particolare saluto va ai nostri colleghi che hanno partecipato numerosi con interesse e interagendo di continuo con i professori. Ci sono stati molti momenti di confronto e di crescita.”

L’appuntamento di Benevento si è confermato un momento di crescita fondamentale per la comunità dei fisioterapisti, tracciando la rotta per una professione sempre più integrata nel sistema sanitario e focalizzata sul benessere globale della persona.

Ultimo aggiornamento

22 Giugno 2026, 09:51